2018-06-27

Il cartoncino sostituisce la materia plastica per ridurre l’impatto ambientale

“Quando Megacard, il nostro fornitore, ci ha proposto di realizzare le nuove tessere utilizzando il cartoncino e riducendo in tal modo il nostro impatto ambientale, non abbiamo avuto dubbi,” spiega Anna Marcusson, product manager gift cards di SF Bio.“In parole povere stiamo gradualmente eliminando l’uso di 10 tonnellate annue di PVC sostituendo il materiale plastico delle nostre tessere con il cartoncino Invercote di Iggesund Paperboard,” continua.

Nell’industria del confezionamento è chiara la tendenza ad utilizzare materiali organici non fossili in alternativa a quelli plastici. Passare da un materiale plastico ad uno alternativo come il cartoncino riduce l’impatto ambientale delle aziende. Tuttavia, apportare modifiche ad una struttura collaudata richiede tempo, soprattutto qualora la confezione debba essere riprogettata, i macchinari modificati o sostituiti, il tutto incidendo sul processo di distribuzione al consumatore. L’azienda alimentare inglese Iceland è stata oggetto di grande attenzione per essere stata in grado di eliminare l’uso della plastica dai suoi imballaggi nel giro di soli cinque anni. Secondo alcuni esperti del settore, cinque anni non sono molti per una sfida come quella affrontata da Iceland.

Sulla base di questi elementi, il passaggio all’utilizzo di nuovi materiali nelle aziende Ikea e SF Bio è da ritenersi estremamente rapido, ed è ragionevole pensare che molte più imprese seguiranno il loro esempio.

“Il formato delle tessere è identico, ed è per questo che è semplice cambiare. A parte l’attuale processo produttivo per la loro realizzazione, solo pochi elementi del nostro sistema operativo dovranno essere riadattati. Il passaggio sarà pertanto semplice, soprattutto se paragonato alla riprogettazione di un imballaggio in materia plastica dove complessi sistemi interamente automatizzati debbono essere modificati,” spiega Johan Granås, Head of Sustainability di Iggesund Paperboard, coinvolto nella ricerca della soluzione scelta da Ikea.

Altro esempio di questa nuova tendenza nel settore imballaggi è rappresentato dall’azienda Apple, dove gli addetti allo sviluppo packaging stanno puntando a una riduzione del consumo di materia plastica. È ciò che chiaramente emerge dall’Apple’s Paper and Packaging Strategy, pubblicato dall’azienda nell’ottobre 2017. Da questo rapporto emerge come nella scatola dell’iPhone 7 Apple sia riuscita a ridurre il consumo di materiale plastico dell’84% rispetto alla precedente per l’iPhone 6s.

L’altoparlante intelligente Apple, HomePod, lanciato sul mercato agli inizi del 2018, è l’esempio più recente di questa nuova strategia. Una complessa struttura in cartoncino con chiusure mantiene in sede il cavo dell’altoparlante ed è dotata di un particolare assetto per collegare la spina.

“Dieci anni fa ogni produttore si sarebbe affidato alla plastica per risolvere questo tipo di problema,” commenta Granås. “Adesso stiamo invece constatando come molte aziende, e non solo Apple, investano per creare soluzioni alternative utilizzando il cartoncino.”

Granås è cauto nell’affermare che la plastica rappresenti ancora un materiale chiave nel mercato odierno e futuro del packaging. I classici imballaggi per alimenti necessitano spesso di una barriera funzionale di materia plastica in grado di proteggere da grasso, umidità ed aromi. Realizzare una confezione in cartoncino creando una pellicola in plastica il più sottile possibile con proprietà barriera rappresenta già un buon esempio di un’attenta gestione dei materiali.

“Lo sviluppo di materie plastiche fossil-free è assai rapido e prevedo che in un prossimo futuro avremo a disposizione bioplastiche con un contenuto di origine fossile sempre più basso che permetteranno al settore del packaging alimentare di ridurre il proprio impatto sul clima,” conclude Granås.

 

Didascalia:

“Potendo disporre di tessere in cartoncino e non in materia plastica dal medesimo impatto visivo, non abbiamo avuto esitazioni: abbiamo scelto per la tutela dell’ambiente,” racconta Anna Marcusson, product manager gift cards di SF Bio.

Il portacavo dell’altoparlante intelligente HomePod di Apple, lanciato agli inizi del 2018, è un chiaro esempio del trend del momento che tende a sostituire la materia plastica con il cartoncino. Dieci anni fa la plastica avrebbe costituito la scelta più ovvia: oggi non più.

 

Iggesund

Iggesund Paperboard è parte del gruppo forestale svedese Holmen, una delle cento società al mondo più sostenibili, inclusa nello United Nations Global Compact Index. Il fatturato di Iggesund è di poco superiore ai 500 milioni di Euro, ed il suo cartoncino di punta, Invercote, è venduto in più di cento paesi. L’azienda produce due famiglie di prodotti, Invercote ed Incada, entrambi ai vertici nei loro segmenti di mercato. A partire dal 2010 Iggesund ha investito più di 380 milioni di Euro per migliorare la sua efficienza energetica e per ridurre le emissioni di gas serra dalla sua produzione.

Iggesund ed il gruppo Holmen comunicano le loro emissioni di gas serra al Carbon Disclosure Project (CDP). I dati ambientali sono parte integrale di un rapporto annuale che si posiziona ai vertici del reporting di sostenibilità del Global Reporting Initiative (GRI). Iggesund, fondata nel 1685 come ferriera, si dedica ormai da oltre 50 anni alla produzione di cartoncino. I due stabilimenti, nella Svezia e nell’Inghilterra settentrionale, contano un organico complessivo di 1500 persone.

 

Per maggiori informazioni contattare:

Staffan Sjöberg
Public Relations Manager
staffan.sjoberg@iggesund.com

Iggesund Paperboard
SE-825 80 Sweden
Tel: +4665028256
Mobile: +46703064800
www.iggesund.com


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