2014-04-02

La rivoluzione del retail

Lascia un commento

Nulla resterà uguale nel mondo del commercio online negli anni che verranno, particolarmente nel settore alimentare. Il mercato britannico, che ha per molto tempo guidato tutto il mercato europeo, al momento sta cercando di trovare la combinazione perfetta tra internet e il mondo reale. Il 2014 sarà un anno cruciale, nel quale si vedrà chi saprà veramente imporsi nel futuro. Pro Carton ha parlato di futuro e di packaging con Lisa Byfield-Green, Senior Analyst presso il rinomato istituto britannico di distribuzione alimentare “Institute of Grocery Distribution”.

Nel Regno Unito l’acquisto di prodotti alimentari via internet sta crescendo rapidamente e la multicanalità si sta diffondendo sempre più. A cosa è dovuta questa crescita fenomenale? Dato che le vendite nei negozi fisici rallentano e quelle online continuano a salire, i rivenditori al dettaglio stanno cercando nuovi modi per conquistarsi ciascuno la propria fetta di questa grande torta: l’evoluzione della vita online e il mercato digitale.

Il mercato britannico, infatti, con il suo 6,3%, ha il maggior tasso di penetrazione online, mentre la Francia segue con il 4,3%. Nei prossimi cinque anni si prevede che l’acquisto di prodotti alimentari via internet raddoppi almeno in molti mercati europei.

Nei mercati online più avanzati la possibilità di creare prodotti su misura per il mercato digitale spingerà i produttori a innovare come non hanno mai fatto prima. I prodotti in grado di soddisfare particolari esigenze del cliente e che non venderebbero bene in negozio, potrebbero rivoluzionare il mondo dei beni di consumo.

Il “multicanale”: un’enorme opportunità per i maggiori nomi del retail alimentare

Nel Regno Unito questa nuova tendenza sta avanzando a passo spedito. Recentemente, l’amministratore delegato di Asda, Andy Clarke, ha parlato diffusamente dei progetti dei retailer per stimolare la crescita del multicanale e differenziare la propria proposta nei prossimi anni attraverso maggiori investimenti e con il sostegno della casa madre Walmart.

Nel frattempo, la Tesco ha ribadito la volontà di costruire una leadership nel multicanale e ha reso noti i suoi 127 milioni di sterline di utili dell’anno scorso, nonostante le maggiori spese generali e la maggior complessità richiesta da simili operazioni.

Sainsbury’s ha sottolineato l’importanza della rapida crescita del proprio canale di vendita online e digitale con il conferimento della promozione al proprio direttore delle vendite online, Jon Rudoe, alla posizione di “Digital and Technology Director” insieme a un ruolo nel CdA.

E a dispetto del suo tardivo ingresso sul mercato, anche Morrisons sta cercando di accrescere velocemente la propria presenza su internet e ha intenzione di collaborare con Ocado per raggiungere il 50% del Regno Unito entro l’inizio del prossimo anno.

Sostenibilità e comodità nel packaging

“L’acquisto di prodotti alimentari via internet è una prassi diffusa ormai da 14 anni, non certo una novità. Tuttavia, quello che c’è di nuovo è il tasso del cambiamento, ossia il rapido aumento dell’uso dei dispositivi mobili per fare acquisti. La multicanalità è ormai diventata la modalità principale e la norma che i consumatori si aspettano, una situazione che ha costretto rivenditori e fornitori a dover fare grossi sforzi per allinearsi con le nuove esigenze”, dice Lisa Byfield-Green, Senior Analyst di IGD.

“Con l’avvento degli acquisti via internet sta crescendo anche la considerazione per l’impatto ambientale da parte di acquirenti e rivenditori. Dalla parte dei rivenditori, questo ha comportato la necessità di ottimizzare i processi di filiera e gli itinerari delle consegne per ridurre costi e impatto ambientale. Ad esempio, il retailer britannico Sainsburys da tempo usa meno sacchetti di plastica per gli ordini online ed invia gli articoli più voluminosi non imballati in cassette. Il rivenditore propone anche di riciclare i sacchetti di plastica dei propri clienti nelle consegne a domicilio.”

I rivenditori di prodotti non alimentari, come John Lewis, Amazon e House of Fraser, vedono già la metà circa del proprio traffico online derivare da dispositivi mobili, una realtà destinata ad accelerare ulteriormente la velocità del cambiamento nel prossimo futuro.

“Amazon già da tempo sta dedicando una certa attenzione al packaging mediante un’iniziativa intesa a facilitare le prassi di confezionamento per i propri prodotti a marchio Kindle e collabora con i produttori per diffondere questa iniziativa da quando l’amministratore delegato Jeff Bezos ha avuto difficoltà ad aprire gli articoli che aveva ordinato online.”

Un’offerta multicanale senza soluzione di continuità

Sono poche le aziende che hanno integrato il proprio commercio online con un’offerta multicanale senza soluzione di continuità. In Francia si sta puntando ad un modello ibrido per il futuro: Auchan ha creato un emporio di prodotti freschi situato nelle vicinanze di un Drive, un buon esempio di “bricks and clicks” (mouse e mattoni) come lo definiscono elegantemente gli inglesi, lavorando in tandem. Sempre in Francia, Leclerc ha istituito una centrale che raccoglie gli ordini di alimentari per tre punti di raccolta remoti ubicati in località ad alto tasso di traffico.

Nell’arco del prossimo anno si farà sempre più attenzione ai servizi, per renderli più comodi e accessibili. L’ingresso nel mercato di nuovi soggetti e di diversi modelli di distribuzione, come ad esempio gli abbonamenti mensili, finiranno per pregiudicare i negozi tradizionali.

E tutto questo condurrà a una rapida crescita dello sviluppo e dell’utilizzo della modalità “clicca e ritira”, anche mediante strutture di tipo “drive-thru” (accessibili dall’automobile, senza bisogno di scendere) o servizi di ritiro da nuovi luoghi, come i punti di snodo dei pendolari e il luogo di lavoro. Allo stesso tempo è probabile che anche forme di abbonamento alla consegna, tempi di consegna più brevi e la vendita contestuale di prodotti alimentari e non alimentari, contribuiranno a futuri sviluppi nel campo delle consegne a domicilio. Al gennaio 2014, il 25% degli acquirenti di prodotti alimentari aveva già usato un servizio “clicca e ritira”.

Ahold si aspetta che i punti di ritiro possano diventare più redditizi delle consegne a domicilio. In Olanda, chi fa la spesa prima di mezzogiorno può ritirarla dopo le 18.00 e spende in genere tra i 75 e i 100 euro

Ecco cosa sostiene Cecile Riverain, responsabile per la ricerca internazionale all’istituto IGD: “La dimensione non è più un vantaggio assoluto. Con i bassi costi di start-up per le imprese che operano online, si potranno sempre più velocemente attuare idee e modelli nuovi. La modalità “clicca e ritira” si è ormai molto diffusa e in futuro ci si concentrerà di più sulla possibilità di aggiungere capacità e sviluppare modelli più efficienti per soddisfare le nuove esigenze. Molti retailer stanno mirando al cliente durante la giornata lavorativa. Asda, Tesco, Waitrose e Amazon stanno tutti cercando di dotarsi di strutture permanenti in cui si possa attuare questa modalità (clicca e ritira) nelle stazioni della metropolitana di tutta Londra, garantendo il ritiro lo stesso giorno per la massima comodità dell’ordinazione.”

Tuttavia, l’acquirente “clicca e ritira” si trova ancora in una fase sperimentale: infatti, solo il 5% di questi acquirenti utilizza questo tipo di servizio online, anche se il 15% di essi dichiara che ha intenzione di utilizzare di più questo servizio in futuro.

“Più l’esperienza di acquisto sarà resa comoda e fluida, indipendentemente dall’orario e dal canale utilizzato, più il rivenditore potrà aspettarsi di fidelizzare il cliente”, dice Byfield-Green. Chi acquista attraverso più canali con un rivenditore, diventerà con buona probabilità un cliente affezionato di quello stesso rivenditore.

E poi aumenterà la concorrenza sul mercato. Amazon, che non è certo giocatore da stare in panchina, sta innovando rapidamente e minaccia di rubare quote di mercato ad altri con le sue innovazioni, come la consegna domenicale, la consegna nello stesso giorno e la spesa “preventiva”. E, per il settore alimentare, sembra che ci sia Amazon Fresh pronta a partire.

Fonti:
Lisa Byfield-Green, Senior Analyst – online e digitale

The online and multichannel revolution

Five game changers for retail and supply in 2014

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *


Pro Carton members, patrons, partners

Barcelona Carton
Pankaboard
WestRock
RenoDeMedici
Storaenso
WEIG-Karton
Metsä Board
Mayr-Melnhof Karton
Mel
Kartonsan
International Paper
Iggesund
Fiskeby
Buchmann Karton
Billerudkorsnas
Kotkamills
International Packaging Group
BOBST
Heidelberg
Sappi
ECMA